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Mostra personale Giulia Gellini “l’arsenale delle vicissitudini”



Mostra personale Giulia Gellini “l’arsenale delle vicissitudini”


GIOVEDI 18 Gennaio si è tenuta l’inaugurazione della mostra personale dell’artista Giulia Gellini dal titolo “l’arsenale delle vicissitudini” dove sono state esposte più di 20 Opere, in parte realizzate per l’occasione. La presenza dell’artista, donna eclettica e misteriosa, ha donato all’inaugurazione un grande valore aggiunto per poter assaporare in tutta la loro bellezza ogni Opera da lei realizzata.
La mostra ha luogo presso il nostro ufficio di Milano, che come sempre siamo appassionati d’arte e sostenitrice di nuovi, emergenti ed affermati Artisti.
Durante il vernissage, solo per gli invitati, è stato organizzato un cocktail, organizzato da Sabrina Botti e Casa Saclà, che ci ha deliziati con degustazioni eccellenti di prodotti GOURMET.
Casa Saclà, una Progetto fortemente voluto da Lucia Ercole, che ha creato una linea gioiello della storica Azienda di famiglia, curandone ogni aspetto e affiancando, in questo contesto, l’eccellenza del cibo all’arte.





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L’ARSENALE DELLE VICISSITUDINI visto da Lorenzo Bonini

Vent’anni di piretica relazione con la fantastica avventura, assaporata fino in fondo nel credo del colore e animata nel solitario teatro di una recitazione della malinconia, tra il trascendentale fantastico di un mondo sensibile, come breve intensissimo rinnovato arsenale delle vicissitudini, essenza stessa di questi quadri, liturgica dello scanning con coagulazione recitante in trame sommosse e commosse quali irraggianti cavillature con inteneriti effetti di vibrati sentieri.
Graffi lunghi epidermici, scie, strisce come fili di ragnatele filanti del tempo che ci conducono al contributo acuto d’Arianna.

E il colore steso in trasparenza muta, con soprassalti tremanti divorati dalla sensualità, residui di luminescenti citazioni del mitologico, in quanto il colore è di certo legato alle medesime sue origini, al suo dramma iniziale, che si ripete in ogni uomo: «Sia la luce… e la luce fu».

Pittura di ricerca quella di Giulia Gellini, che sembra nascere da un incessante aggrovigliarsi della malinconia, quale replica ai bagliori delle sue esperienze musicali, sino a quello leggero del volteggiare danzando.

Pittura rievocativa della vita con gli spettacolari battiti di atmosfere, spegnimenti di spettri e di genitive aree colorate, di chiazze avventate e sottili costanti decisioni tonali: dal rosso carminio all’intenso vermiglio, sulla destra, più avanti blu oltremare, poi ancora blu, ecco ora il blu cobalto,...ed è subito… viola; uno slargo, uno spiraglio per l’improvvisa apparizione, dove per lo più si assesta o s’innesta e si sottende una visione di favole, fiabe del tempo o di tempi di una favola, che attornia e ricerca se stessa…


GIULIA GELLINI – BIOGRAFIA

Nata a Udine, vive e lavora a Treviso. Il suo apprendistato dura, come lei stessa asserisce, tutta una vita. Dopo un’educazione musicale con lo studio del pianoforte sin dall’infanzia, manifesta contemporaneamente un interesse spiccato per il disegno e per ogni forma espressiva. Si diploma al liceo artistico dove trova spazio la sua creatività. Successivamente si laurea in architettura allo IUAV e nello stesso tempo si avvicina al mondo del teatro di figura applicando tutte le discipline conosciute quali musica pittura e architettura traendone spunto anche per un esame nel suo percorso di laurea.

Svolge attività di architetto progettista e arredatore per diversi anni ma non abbandona mai la passione per la pittura, elaborando sempre nuove tecniche pittoriche frequentando botteghe d’arte e di artigianato, applicandole poi con proprie elaborazioni anche nel campo delle progettazioni specifiche di interni residenziali e commerciali da lei curati, una sorta di scenografia creata specificatamente per un marchio commerciale o per un privato.

Ritorna alla sua sensibilità musicale, però legata alla espressività corporea attraverso la disciplina della danza (tango) ed è questa un’energia fondamentale per la sua espressione pittorica, quasi un completamento del suo modus vivendi, ciò che le consente di fondere energie vibranti e trasmetterle nella loro forma essenziale, l’emozione.

Partecipa a diverse mostre collettive, seguite da un lungo periodo di “isolamento”, silenzioso, in cui preferisce approfondire la sua sofferta ricerca espressionista lavorando su se stessa in modo viscerale, per ricominciare poi ad aprirsi all’esterno con il suo ‘grido’ pittorico. Così si esprime in un’operazione artistica applicata nuovamente a uno spazio commerciale marchio Benetton, un muro di oltre 100mq per un negozio a Treviso e Bologna.

Un puzzle di citazioni personali che appartengono al magazzino dei ricordi e in cui ciascuno può riconoscersi, in uno scenario di fondo sperimentale che vuole rappresentare le turbolenze dell’anima lavorato interamente di polpastrello con polveri di marmo ossidi e il suo infinito desiderio di sperimentare. Una volontà di espressione che la vede protagonista e pioniera nel voler promuovere un invito di applicazione dell’arte per molti artisti, in una vetrina diversa da una galleria, in vari punti del mondo, dove arte e commercio possono fondersi e vivere in sinergia.

Poi il primo volo importante, la prima mostra personale in cui racconta se stessa. “Archeologia sentimentale”, inteso proprio come volontà di scavare, di cercare in profondità il proprio sentire senza alcuna mediazione, mettere a nudo la propria anima e trasmettere questa inquietudine. E su queste tematiche continua il suo percorso di ricerca affrontando anche la performance in eventi particolari e caratterizza il suo stile fortemente espressionista in chiave contemporanea. Il colore volutamente contrastato racchiuso in filamenti come leganti tra interno ed esterno sono il suo leitmotiv.

Continua la sua passione per il teatro progetta ed esegue scenografie con riconoscimenti e premi da parte del mondo F.I.T.A. dove la sua capacità pittorica si sviluppa su grandi dimensioni molto particolari e di effetto per gli accorgimenti ottici che il teatro richiede.

Si sono occupati della sua ricerca artistica i maggiori critici italiani e stranieri. Le sue mostre sono state recensite dai maggiori quotidiani italiani e stranieri.

Non c’è altra storia da raccontare se non la sua continua voglia di rinascita...sempre...in una pittura in divenire che non avrà mai fine.


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